martedì, 11 luglio 2006
GERMANIA/19 - UORD CEMPION
non so che ora sia. non lo voglio neanche sapere. so solo che mi ritrovo a tremare, divorato dall'ansia, dall'attesa. un mese fa non ci avrei mai giurato. attorno a me, silenzio e facce tese. i 120 minuti di italia-francia sono passati, 1-1. tutti sono in piedi, io non ci riesco, mi siedo e mi tengo la faccia tra le mani, mi ricordo del 1994, del 1998. non ricordo cosa sia successo al rigore di grosso, credo di aver urlato, sballottato da gente in lacrime, persone conosciute e non, credo di aver gridato non so cosa. come della serata di dortmund, con una bella botta al malleolo, conservo come ricordo un taglio sullo stinco frutto di un impatto contro un seggiolino. roba da non crederci, italia campione del mondo, degna chiusura di quest'avventura iniziata l'8 giugno. cose da raccontare ai figli, ai nipotini. non credo di essere in grado di raccontare quanto provato.
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sabato, 08 luglio 2006

GERMANIA/18 - LA 17 LA SALTIAMO PER SCARAMANZIA

treno per berlino prenotato domani mattina. le pubblicazioni si fermano momentaneamente, sarò in giro per 3/4 giorni e riprenderò a scrivere una volta tornato a napoli. c'è ancora tanto da dire, credo. vado a prendermi la coppa :D

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mercoledì, 05 luglio 2006

GERMANIA/16 - BISOGNA SAPER PERDERE (CIT.)

good game. il tedesco che ha guardato la partita affianco a me per 90 minuti, che ha tifato e imprecato per la germania come io per l'italia, mi tira per la maglietta mentre sto esultando come un ossesso per il secondo gol. mi stringe la mano, mi abbraccia, mi fa i complimenti. altri tre, in lacrime, con i quali avevamo anche scherzato durante la partita, fanno altrettanto. uscendo dallo stadio e andando verso la macchina un altro tedesco, mai visto prima d'ora, mi fa l'in bocca al lupo per la finale. tutti episodi che fanno dimenticare le polemiche dei giorni passati, i fischi sull'inno. wir fahren nach berlin, andiamo a berlino.

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lunedì, 03 luglio 2006

GERMANIA/15 - QUALCHE CAMBIAMENTO

ci siamo spostati di albergo, quello vecchio era troppo lontano e ci mettevamo due ore ad arrivare (vabbè, ci mettevamo il nostro...). il nuovo è nel palazzo del canottaggio, le stanze sono più piccole e il bagno è nettamente inferiore. ce lo aspettavamo, ma in compenso è a soli 10 minuti di cammino dallo stadio dove lavoriamo. inoltre, proprio di fronte c'è una specie di complesso sportivo totalmente gratis, con tanto di piscina. spero di poterci andare presto, anche perchè qua la temperatura continua a salire. avrei preferito scoprire prima questo posto perchè un po' di attività fisica non mi sarebbe dispiaciuta, anche se sono sicuro che alla fine non l'avrei fatta.

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sabato, 01 luglio 2006

GERMANIA/14 - NAPOLETANO? AHIAHIAHIAHI

sinceramente non mi aspettavo che il fenomeno raggiungesse queste proporzioni, ma devo dire che è preoccupante. in ufficio siamo io e dario, prima c'era anche stefano. insomma, tre napoletani in una giostra di romani e milanesi e italiani trapiantati in germania. ora, una volta ci puoi ridere sopra, due fai finta di niente, alla terza inizi a farti delle domande, alla quarta ti dai le risposte e ti incazzi. non nego che la pessima fama dei miei concittadini sia immeritata, per carità. ma sinceramente stiamo assistendo a un disprezzo verso i napoletani che pensavo esistesse, ma non in questa maniera così forte. e magari sono gli stessi che parlano di italia, di patria. in certi casi si rasenta addirittura il ridicolo. il bello è che lo fanno in tua presenza, davanti a te. e così senti uno che, mentre discuti del fatto che a salvatore bagni hanno profanato la tomba del figlio, venuto a sapere che era in quel di napoli ti dice "tipico". incassandosi la mia risposta composta (stavo giocando a zuma, il mondo può anche crollare nel frattempo) "essì, da noi succede ogni sera. che fai stasera? vado a profanare una tomba. che palle, sempre la stessa cosa...". oppure che ci si accusa di aver fatto perdere all'italia la semifinale del '90 con l'argentina (se vabbè, e zenga che va a farfalle, e donadoni e serena che sbagliano il rigore...). e così via, di esempi ne potrei fare mille, di cose che ci sono state dette IN FACCIA in questi giorni da semigiornalisti, partner arroganti... sono molto critico nei confronti della mia città e dei miei concittadini, ma qua mi cadono le palle...

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sabato, 01 luglio 2006

GERMANIA/13 - LU, LU, LU, LUCAS PODOLSKI

tornare ad amburgo a ammirare l'eleganza dei palazzi che si specchiano sull'elba fa sempre piacere. vedere poi alle undici di sera l'orizzonte ancora chiaro ti cattura, specie se vieni da una vittoria per 3-0 che ti porta in semifinale. è stato divertente vedere assieme ai tedeschi il quarto contro l'argentina e i rigori. passare il turno è importante perchè finalmente potrò vedere un'altra città, dortmund. siamo tra le prime quattro al mondo e ce la vedremo contro i padroni di casa.

scusate la scarsa ispirazione ma ho dormito quattro ore scarse :D

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martedì, 27 giugno 2006

GERMANIA/12 - KAISERSLAUTERN, AGAIN

ammetto di aver esultato come un ossesso.

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venerdì, 23 giugno 2006

GERMANIA/11 - AMBURGO

l'elba si infila nella città tagliandola in tanti canali. ci sono più ponti nel "porto del mondo" che a londra, amsterdam e venezia messi insieme. e il quadro è da mozzare il fiato, piccole stradine che esplodono nella rathausplatz, palazzi antichi e modernissimi grattacieli che si conciliano alla perfezione. lo stadio invece è leggermente a ovest della città, e nonostante sia stato ristrutturato da poco non è al livello degli altri. nel 2000, quando è stato ricostruito sulle ceneri del volksparkstadion, ha cambiato il nome in aol arena, ma per i mondiali ha preso - bleah - il nome di fifa world stadium. molti cechi, e si fanno sentire, molti italiani, ma come sempre meno presenti col tifo.

lippi parte con camoranesi al posto di toni, l'italia gioca a lungo malissimo (totti inesistente, gilardino innocuo) poi il destino si intromette nella sceneggiatura della partita: cannavaro sbaglia l'unico disimpegno di una partita perfetta e nesta nel rimediare si fa male. entra materazzi che segna l'1-0. nella ripresa inzaghi fisserà il 2-0 in contropiede. io nel frattempo mi preoccupo pensando a quanto sia grave il fatto che stia diventando un sostenitore di superpippo, poi passo ad elogiare un miracoloso buffon per la sua forza mentale: se non si è lasciato andare dopo aver avuto quell'infortunio ed essere stato sotto le cure della seredova (che ieri indossava delle mutande al posto dei pantaloni, tanto erano corti, madonna mia...) non si lascia andare più. due a zero, si evita il brasile, ora tocca all'australia di hiddink (sì, la corea...). purtroppo, però, si torna a kaiserslautern.

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mercoledì, 21 giugno 2006

GERMANIA/10 - VOLA UCCELLINEN!

sono preoccupato per le sorti del mio popolo. uliveto e rocchetta hanno mandato qui quattro scatole enormi piene di uccellini di del piero. "premi il pancino e cinguetterà", incita la confezione. ora, non so chi ha avuto la geniale idea di aprire una di queste scatole. non l'avesse mai fatto: è iniziata ad arrivare gente che chiedeva uccellini da regalare. ma anche sponsor, come la provincia di lecce! "sa, ho due nipotini...", "sa, ho dei vicini, sanno che sono al mondiale...". io e livia (la capa) ci guardavamo allibiti e ridevamo, mentre il califfo minacciava di gettarli tutti. che bei momenti.

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mercoledì, 21 giugno 2006

GERMANIA/9 - LA GERMANIA, FINALMENTE!

scrivo con un velo di tristezza visto che dallas ha perso stanotte il titolo nba contro miami (dirk, danke). ieri mi è venuta una sorta di italianofobia: tornato a casa per la doccia, al solo pensiero di tornare ancora una volta a casa azzurri a fare le solite cose che si fanno di sera, ho preso dario, gli ho detto "stasera resto qua, semmai ci vediamo dopo". sono uscito dall'albergo e ho iniziato a camminare. avevo visto, vicino alla fermata del bus, un segnale che indicava un ristorante. mai fidarsi delle indicazioni tedesche, l'ho imparato ormai da una settimana, ma ho preferito continuare a camminare. dopo un paio di chilometri, ecco finalmente un'altra insegna, che mi invita a infilarmi in una traversina e continuare per altri quattrocento metri. bestemmio in tutte le lingue da me conosciute (una), ma vedo che il paesaggio attorno a me sta cambiando, e mi ritrovo in una meravigliosa stradina di campagna che taglia in due un bosco. mi si stampa un sorriso ebete sulla faccia, allora anche duisburg qualcosa di positivo ce l'ha, e finalmente trovo il ristorante. ordino del maiale buonissimo, mi sparo un paio di birre nonostante facessero schifo (lo sapevate? duisburg ha una fabbrica di una birra, la konig-pilsener, che non fa cagare, di più. ovviamente noi siamo finiti nell'unica città tedesca dove la birra fa schifo) e torno in albergo. per le 22.30 arrivano dario e stefano, e lancio la proposta dusseldorf, a 15 km da duisburg. riusciamo ad arrivare in centro nonostante le celeberrime indicazioni tedesche e troviamo anche il lungofiume. bellissimo, ci sono tanti locali all'aperto e l'effetto è molto suggestivo. un boccalone di warsteiner di quelli belli pesanti da un litro, un paio di wurstel. finalmente mi sento in germania.

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